L’IMMAGINE
Acqua sopra il lago
L’immagine della limitazione
Cosi’ il nobile crea numero e misura
Ed esamina la natura della virtu’ e della retta condotta.
Il lago e’ un qualcosa di limitato.L’acqua e’ inesauribile.un lago puo’ contenere soltanto una mdeterminata quantita’ dell’infinita vastita’ dell’acqua;questa e’ la sua peculiarita’.
Anche nella vita umana l’individuo acquista significato mediante discriminazione e col fissare limiti. Pertanto cio’ che ora ci interessa qui e’il problema di definire con chiarezza queste discriminazioni che sono per cosi’ dire la spina dorsale della morale. Possibilita’ illimitate non si addicono all’uomo; se queste esistessero, la sua vita si dissolverebbe nell’illimitato. Per diventare forte, un uomo ha bisogno di imporre alla propria vita quelle limitazioni dettate dal dovere e accettate con spontaneita’. L’individuo acquista valore come spirito libero solo circondandosi di queste limitazioni e stabilendo da se’ quale sia il suo dovere.
(passo tratto dal I CHING ,Libro delle trasformazioni)
MANIFESTO
· LA LIBERTA’ ESISTE PERCHE ESISTE IL LIMITE
· LA COERENZA E’ IL FATTO DI AMMETTERE DI ESSERE FATTI IN UN CERTO MODO.
E’ IL PRIMO RISPETTO PER SE STESSI. E’ LA CONOSCENZA DEL LIMITE.
· NOI TUTTI SIAMO LE ONDE DI UN LAGO.LE ONDE TRASPORTANO ENERGIA. L’ENERGIA VITALE RISIEDE NEL MOVIMENTO.
· IL RISPETTO E’ IL FONDAMENTO DELLA VERA CULTURA.
· LA MISURA E’ QUELLA DI UN’ECONOMIA TOTALIZZANTE, MA E’ LA NATURA LA NOSTRA CASA. SIAMO ONDE CON DIVERSE FREQUENZE, DIVERSE VELOCITA’, DETERMINANTI DIVERSI RIVERBERI. CHI FA SCATURIRE L’ONDA E’ L’ENERGIA PRIMA.
· LA FEDE E’ L’ENERGIA PRIMA.
C'era una volta una principessa che aveva un bel castello, dei bei gioielli e un bel cavallo.
E non era felice.
Un giorno la principessa prese il suo bel cavallo, i suoi bei gioielli e lascio' il castello.
E assaporo' la felicita'.
Viaggio' e viaggio' sul suo bel cavallo e man mano vendette i bei gioielli per pagare i suoi movimenti.
E toccò con mano la felicita'.
I gioielli finirono, il cavallo si ammalo', e lei si fermo' in un nonluogo.
Pensava di aver perso la felicita'.
Benpresto quel nonluogo divenne casa sua e poi tutto quello che era attorno divenne di nuovo suo.
E risenti' l'odore della felicità.
Un bel giorno ,un bel principe, senza castello senza gioielli e senza cavallo
le disse "Voglio farti felice".
c'era una volta, una principessa ,senza un cavallo,senza i gioielli,senza un castello e in piena felicita'.
Ciao a tutti sono Smanu, denominata così da Saponetta, ex coinquilina salernitana durante il primo periodo universitario romano. Coloro sostenevano fossi un maschio. Smanu: sintesi del nome proprio assunto Samuele e del mio nome proprio Emanuela. Che fossi un maschio era evidente dal semplice fatto che non badavo alla mia cura personale, niente depilazione di peli sulle gambe( per fortuna niente peluria in faccia), niente unghie smaltate, niente completini intimi con pizzo, niente soppraciglia da dea dello sguardo e via dicendo con la lista delle pretese vane umane di sembrare belli.
"La vanità è il mio peccato preferito". Il 90% delle azioni umane ,le facciamo per vanità.
Più che un maschio dunque ero un maschiaccio di periferia. Ma era inevitabile che mi presentassi così alla società urbana: sono cresciuta tra bande di ragazzacci che facevano gara a sputare più lontano, a rompere vetri alle finestre delle vecchiette tirando sassi, a guerreggiare tra branchi assaltando le basi distrettuali, attraversando fognature, devastando case stregate e correndo all'impazzata dopo aver rubato mele o more da proprietà private spesso con cani ringhiosi alle costole. So scavalcare muri, correre veloce, rispondere per le rime, conosco terribili parolaccie da intimidire anche un maschio tra i più volgari, so menare di botte, sono debole, ma aggressiva (la mia mossa preferita è il calcio sugli stinchi) sono la migliore amica di tutti i maschi, so giocare a calcio, so cosa significa masturbarsi in gruppo (non l'ho mai fatto, ma ne venivo esclusa solo perchè non avevo il pene), non sono schizzinosa, mangio le cose che cadono per terra, non ho paura di niente....etc. etc... come un perfetto discolo insomma. Ero accettata tra i maschi perchè ero coraggiosa, volevo stare tra i maschi e mi vestivo come loro e non ho mai educato la mia femminilità. tutto qua. Mia madre dal canto suo, mi ha sempre lasciato fare anche perchè alle sue pretese di vestirmi con giganti colli ricamati rosa e scarpette di vernice (scarpette? porto il 40 dalla 3° elementare) rispondevo con incommensurabili macchie di fango e cacche di cane.....cosi mi lasciava scorrazzare per i campi con tute strappate e rattoppate.... Penso che la mia era una incredibile volontà di farmi accettare da mio fratello che quasi mio cotaneo, ricordo la sua disperazione di gelosia quando nacqui. E lo stesso mio fratello che mi malmenava da piccoli, mostrò una terribile gelosia quando ci provai con uno dei suoi migliori amici all' università.....Sono cose che non si fanno , lo so.....ma i valori , tutti i valori che io ho , ho dovuto scoprirli, affrontarli, pagarli....non ho avuto niente gratis...a parte l'amore dei miei genitori, e anche quello non era troppo sicuro se prendevo brutti voti a scuola....Per ritornare alla mia femminilità...bene, anche quella l'ho scoperta in questi ultimi anni, ne ho sofferti tanti prima di accettare la mia identità. Ho dovuto affrontare un aborto per capire che ho un utero, che sono una donna , che ho altri ruoli io, di dolcezza ,protezione...... le mestruazioni non mi bastavano per capire la mia femminilità, ho dovuto vergognarmi, umiliarmi, piangere, scappare, correre, stonarmi, ubriacarmi, insultarmi, farmi insultare e solo ora a 25 anni posso dire che sono donna. Come dice mio padre "Biologicamente l'utero è fermo, è lo spermatozoo che corre" Ho sempre rincorso i maschi, li ho picchiati, li ho fatti godere, li ho accettati e poifinalmente un giorno ho cominciato ad accettare me..... e sono tornata a sentirmi bambina finalmente, con la mia manina tra le grandi dita di mio padre e a godere dei bacini sulla fronte. Ci sono incontri nella vita che capisci solo dopo...come quel generoso tassista a Parigi che mi diede un passaggio dall'aereoporto alla città e non volle pagato...ditemi voi se non era un angelo mandato dal signore...voleva solo parlare con me e fu un segnale che ebbi dall'alto, lo incontrai il giorno prima che rimanessi incinta...perchè è nella città più dolce del mondo che capii il mio destino. Costui mi disse " Conosci il contrario di Amore?" Bene ci pensai...il viaggio durò più un'ora. Provai con Odio, pur sapendo che non era vero, provai con Indifferenza, pur sapendo che non era vero....ma il contrario di Amore proprio non lo sapevo.....proprio io che amavo tutti, tutti....la dea dell'amore, la ninfomane per eccellenza ....che vergogna, che rabbia.... "Il contrario di Amore è il rigetto di sè" mi disse........ci pensai ...ci ho pensato tanto ...ne ho parlato.....e pensato, ho fatto l'amore con differenti ragazzi e rimanere incinta per iniziare a capirlo ; solo dopo il colpo duro dell'aborto lo capii e fu in quei giorni di ripresa , quei giorni di coscienza , di risveglio dalla mia assopita incoscienza, di sole settembrino, di mare, di arte ,fu nella fantastica Venezia che incontrai Pierre. Ma questa è un'altra storia.